Giorgia Meloni e la polemica Provax vs Novax

In rete, in previsione delle elezioni, vengono sparse molte bufale su Giorgia meloni e Fratelli Di Italia. Per citarne alcune:”Lavoro forzato per i giovani; Instaurazione di Regime Fascista; Scrivere nuovamente la Costituzione”, questi sono soltanto alcuni esempi di cio’ che non e’ una campagna elettorale corretta e legale, ma una guerra illegale fatta di calunnie, diffamazioni, procurato allarme ed altre armi nocive vietate dalla Costituzione, ma i Cittadini Italiani hanno avuto modo di constatare in questi anni di sinistra al potere, che la Sacra Costituzione e la Sacra Sovranita’ Popolare, sono state calpaestate al punto che ormai i cittadini non si credono piu’ sovrani della propria democrazia, ma vittime di qualcuno che non li rappresenta. Quella di cui parliamo pero’, non e’ una delle tante bufale, ma una verita’ manipolata, ossia un arma di scredito infida e sottile, poiche’ la bufala e’ facile da smontare, ma la realta’ manipolata ad arte, difficilmente si puo’ smontare. La questione riguarda un video reale non manipolato in cui Giorgia Meloni ad un anno dalla epidemia, propone, come tutti d’altronde in Parlamento, sia il Certificato Vaccinale (Green-Pass), sia investire sulla produzione di vaccini in Italia, sia l’ampliamento del personale sanitario per una campagna di vaccinazione. Questo (Qui entra in gioco la manipolazione) apparentemente va contro cio’ che oggi Giorgia sostiene, ossia “Essere contro il Green-Pass”. Considerando che la leader di Fratelli D’Italia e’ considerata una persona coerente nelle idee che ha sempre sostenuto (anche se le idee nella vita e’ lecito cambiarle), gli avversari hanno usato il video per “Screditare la sua coerenza”.

Analizziamo i fatti…

  1. Giorgia Meloni, come tutte le persone intelligenti, davanti all’assunzione di farmaci non testati, non puo’ prendere una posizione poiche’ gli esisti non si conoscono: Il vaccino potrebbe essere benefico, oppure potrebbe causare delle conseguenze. Nessuno puo’ saperlo. Ella non e’ mai stata ne ProVax e ne NoVax.
  2. Il video risale a gli albori della vaccinazione, quando le proposte parlamentari erano in fase embrionale e si pensava a vaccini tradizionali contenenti dentro il patogeno. Non sapeva ancora che si trattava di farmaci sperimentali da testare in massa e la sua buona fede e’ provata dal fatto che nel video ella propone una produzione italiana, spiegando che l’Italia in campo farmaceutico da sempre ha rappresentato una eccellenza assoluta. Motivo per cui, anche il fatto che Fratelli D’Italia fosse d’accordo con le aziende farmaceutiche internazionali, e’ da escludere.
  3. Giorgia Meloni essendo una persona coerente, non si e’ mai opposta alla vaciniazione, ma si e’ opposta a cio’ che successivamente si e’ rivelato essere il Green-Pass, ossia una costrizione anticostituzionale fatta di discriminazione sociale, un vero proprio ricatto alla popolazione, dunque un atto di negazionismo, sia verso la democrazia che la Costituzione che la tutela. L’obbligo di assunzione di farmaci difatti e’ vietato dall’ Articolo 32 della Nostra Costituzione. Motivo per cui Giorgia Meloni si e’ ritrovata ad essere favorevole alla produzione e alla vaccinazione, ma contraria all’obbligo di assunzione di farmaci, sopratutto perche’ i vaccini non erano mai stati testati sull’essere umano.

Per questi motivi, chiunque voglia far credere che Giorgia Meloni ha le mani sporche su cio’ che forse un giorno (Solo ipotesi al momento)  risultera’ essere un test di massa pagato dai colossi farmaceutici e qualcuno ha venduto i cittadini italiani, dichiara il falso: Giorgia Meloni e’ stata sempre contraria esclusivamente all’obbligo del Green-Pass e alla condizione discriminante in cui chi non era favorevole all’assunzione personale del farmaco non testato, doveva subire. Questo per tutelare la Democrazia e la liberta’, come prevede sempre l’articolo 32.

Qui sotto, il link per vedere il video utilizzato per manipolare la verita’  su Giorgia Meloni. Non mi riferisco al sito che lo ha pubblicato, ma ad ignoti (i soliti) che lo hanno condiviso in rete per fare la solita campagna di scredito manipolando la verita’ per condizionare la scelta delle elezioni. Non a caso non e’ mai stato condiviso prima di questa campagna elettorale.

https://www.editorialedomani.it/video/il-video-della-polemica-quando-giorgia-meloni-era-favorevole-al-green-pass-uhvzkzct

Ennesima bufala della sinistra per attaccare Giorgia Meloni leader di Fratelli D’Italia

Le tecniche di manipolazioni dell’informazione della sinistra ormai sono cosa risaputa, partiamo dalle bufale sparse attraverso i sistemi mediatici, sino ad arrivare a chiudere il passaggio di Piazza Montecitorio con la scusa della sicurezza, in maniera da impedire al cittadino di informarsi, ed avere allo stesso tempo un vero e proprio palcoscenico a disposizione, affinche’ i loro giornalai a servizio, possano fare il bello ed il cattivo tempo. Si sa anche che quando una donna di sinistra viene attaccata, (spesso si tratta di trovate progettate a tavolino per creare flussi di dati mediatici), si crea la bufera dell’attacco sessista e della discriminazione delle donne, ma quando la donna e’ politicamente di destra, in questo caso la sinistra si sente in diritto di poterla attaccare attraverso menzogna, insulto, discriminazione sociale, diffamazione, scredito, eccetera, eccetera, dunque, non piu’ limitandosi ad una leale competizione politica come la democrazia impone, ma violando i diritti umani e costituzionali, attraverso becere e subdole menzogne diffuse con lo scopo di generare odio sociale, in questo caso nei confronti di Giorgia Meloni, donna seria ed intelligente, che sin da ragazzina ha sempre lavorato sodo per costruire grazie alle proprie capacita’ il proprio futuro, ed il futuro del proprio paese e della propria gente. Nessuno di destra si abbasserebbe mai a squallidi attacchi fatti attraverso la menzogna per disinformare gli italiani, poiche’ a destra siamo persone serie, le quali individualmente costruiamo il nostro futuro, collaborando tra noi per migliorare il futuro della nostra nazione. Dopo le accuse false ed infondate di razzismo, apologia di fascismo, violenza e stupidita’, fatte dagli stessi che hanno messo sotto controllo la popolazione italiana per imparare per conoscere i pensieri piu’ intimi e profondi in maniera da poter controllare ed influenzare la mente di ogni singolo cittadino, ossia, gli stessi che hanno schedato la popolazione italiana incanalandola verso il regime, utilizzando i media per diffondere terrorismo mediatico e procurato allarme, oggi accusano Giorgia Meloni e Fratelli D’Italia per l’ennesima volta, manipolando anche in questo caso l’informazione, spargendo l’ennesima bufala, in questo caso sulle proposte di lavoro ai giovani presentate da Fratelli D’Italia.

Ascolta Giorgia Meloni ed al momento in cui andrai a votare, valuta chi scegliere.

Zingari rubano raccolta fondi per una vedova

Il 15 luglio 2022, a causa di un incidente strada in via Casal Bianco, nel quartiere Settecamini, muore all’eta’ di 56 anni Mario Roscia, residente del quartiere che si stava recando a casa. La sua improvvisa scomparsa ha lasciato i residenti sconvolti, anche perche’ Mario era una brava persona ben voluta per il suo carattere mite e disponibile. I titolari del bar vicino casa decidono di fare una raccolta fondi per aiutare la vedova a pagare i funerali, per questo mettono un salvadanaio sul bancone con scritte le motivazioni della raccolta e subito i residenti cominciano a contribuire anche con banconote di alta levatura. La raccolta va avanti per alcuni giorni, fin quando il giorno prima ai funerali, delle zingare entrano a colpo sicuro sapendo quando la moglie del titolare era sola, creano confusione sparpagliandosi per il locale, mentre una zingara, che non sapeva di essere ripresa dalle telecamere di sorveglianza, preleva il salvadanaio nascondendolo dentro una coperta con la quale si copriva il capo. Il titolare del bar, in base ai contributi  visti mettere nel salvadanaio per aiutare la vedova del Roscia, molti dei quali non sanno come arrivare a fine mese, afferma che dentro vi erano almeno un migliaio di euro. Questa e’ la pieta’ che gli zingari hanno per una vedova, una donna in difficolta’ a causa della morte improvvisa e prematura del marito.

Il filmato e’ stato fornito alla Polizia del Commissariato San Cleto come prova documentale, dunque non e’ in nostro possesso, ma secondo voci, una copia, a nostra insaputa e ad insaputa della Polizia, sarebbe stata fornita a gestori di un gruppo social i quali lo avrebbero pubblicato egualmente senza autorizzazione e senza tutele dei volti. Quando lo reperiremo in rete, lo pubblicheremo anche noi inutili addetti all’informazione che paghiamo le tasse, ma che non contiamo nulla.

Diritto di stampa e informazione

Il diritto di stampa e il diritto di informazione sono tutt’uno, dunque, quando si parla di diritto di stampa o diritto di informazione, si intende la stessa cosa. Tale diritto non e’ una prerogativa di alcuni, come ad esempio giornalisti e fotoreporter, ma un diritto di chiunque: Tutti hanno diritto in maniera autonoma di informarsi e informare, tale diritto e’ pubblico. I lavoratori nel campo dell’informazione hanno diritti esclusivamente in quanto lavoratori, ed in alcun modo hanno diritti di prelazione sull’informazione e sulla divulgazione di essa, dunque, su cio’ che viene definito Stampa. L’Articolo 21 della Costituzione parla chiaro: “La Stampa non puo’ essere censurata o autorizzata”. Significa che nessuno puo’ autorizzare o censurare tale diritto e chiunque lo fa, commette reato costituzionale.

La stampa e’ il quarto potere democratico, che fa la differenza tra la democrazia e il regime, esso va difeso in tutti i modi e a tutti i costi, in quanto, una nazione costituita da cittadini la cui informazione viene censurata o autorizzata, e’ una nazione sotto dittatura i cui cittadini sono schiavi e non liberi individui. In Italia, non soltanto la Stampa viene autorizzata, ma viene censurata e manipolata, questo fa si che i poteri forti possano sempre avere la meglio sul cittadino, il quale e’ sempre piu’ indifeso e inerme davanti le ingiustizie. Questa realta’, fa si che il cancro del negazionismo si diffonda in ogni settore istituzionale, alla fine l’italiano non e’ un eroe, motivo per cui, tra mettersi la mano sulla coscienza e fare l’eroe ed uno stipendio per campare la famiglia, mette davanti lo stipendio, tanto potra’ sempre consolarsi pensando di aver agito per il bene dei figli e per il resto… si tira a campare.

I miei articoli spesso sembrano fuori tema, ma al contrario non lo sono. E’ inutile dire che il diritto di informazione e stampa appartiene a chiunque, quando di fatto appartiene ai poteri forti. In poche parole, se vuoi fare il giornalista o il fotoreporter, se non appartieni a qualche lobbi non puoi farlo, oppure come me ti cerchi un lavoretto extra per guadagnare. Motivo per cui, possiamo concludere dicendo che in Italia, il diritto di stampa e informazione appartiene a chi lo autorizza e lo censura.

 

Ideologie politiche – Quando l’informazione diventa reato

Partiamo dal presupposto che l’articolo 21 della Costituzione tutela la liberta’ di pensiero e la sua divulgazione. Ciscuno ha diritto di avere i propri ideali politici, religiosi, eccetera, e divulgarli attraverso lo scritto, la parola ed ogni altro mezzo di diffusione, senza autorizzazione e senza censure. Questo concetto espresso dalla Costituzione tutela uno dei principi democratici, senza i quali la democrazia stessa viene viene a mancare, motivo per cui, e’ assolutamente vietato dalla legge utilizzare la stampa per diffondere discriminazione del libero pensiero, il quale spesso sfocia in manifestazioni di odio, dunque si tratta di un problema da non sottovalutare perche’ nel campo dell’informazione la discriminazione e l’odio per motivi politici e’ molto piu’ frequente di quanto si immagini e di fotoreporter che non lavorano o vengono maltrattati dai colleghi a causa di pensieri politici diversi, i quali se ne fregano della Costituzione e del pane quotidiano altrui, ne esistono a migliaia, motivo per cui parliamo di un vero e proprio cancro da estirpare, sia per tutelare i diritti umani e sia perche’ l’informazione non puo’ e non deve essere manipolata.

Vediamo ora, quando dalla liberta’ di pensiero e di stampa, si passa dalla Democrazia al reato costituzionale, ma prima una premessa importante…

Antifascismo non e’ sinonimo di comunismo, ma una prerogativa che hanno tutti i Cittadini Italiani, questo a tutela dello status di Repubblica Democratica, dunque e’ vietata la Apologia di fascismo, ossia l’intenzione di instaurare il regime fascista, che nulla ha a che vedere con l’ideale politico e la rievocazione storica. Come e’ vietata l’apologia di Fascismo, allo stesso tempo e’ vietata l’apologia di qualsiasi altro status diverso da quello democratico, ad esempio Apologia di Comunismo, ossia l’intenzione di instaurare il regime comunista. Diverso e’ per la Monarchia, poiche’ essa non e’ mai stata abolita, ma soltanto disconosciuta. Anche se i pretendenti nel 2003 hanno firmato la Debellatio, in ogni caso esistono altre famiglie pretendenti, motivo per cui, se il Popolo Italiano, unico sovrano, decide di rinunciare alla Repubblica per far tornare la Monarchia, questa ritorna immediatamente, senza se e senza ma. Per quanto concerne invece partigiani e fascisti, si tratta di storia appartenente a prima della Repubblica, storia decaduta con la firma della Costituzione della Repubblica Italia, libera e democratica. Chiunque utilizza il termine Antifascismo come sinonimo di comunista che odia i fascisti, commette attentato alla Costituzione. Tutti i Cittadini Italiani sono giuridicamente anti-fascisti, anche quelli di destra. Alla stessa maniera tutti i Cittadini Italiani sono anti-comusti, anche i comunisti. Perchè ho fatto questa premessa? – La premessa e’ stata fatta perche’ il monopolio dell’informazione, ai fatti,  appartiene alla sinistra ed i fotoreporter che hanno ideologie politiche di destra, non riescono a vendere una sola foto. Tutto questo lede i principi democratici ed i principi dell’informazione pubblica, pagata con soldi pubblici, affinche’ l’informazione sia trasparente e per nulla manipolata politicamente”.

Fatta la premessa…

 – E legale: Esprimere il proprio pensiero, con la voce, lo scritto e qualsiasi altro mezzo di diffusione, senza autorizzazione e senza censura, purche’ esso non diffonda discriminazione politica, religiosa, sessuale e qualsiasi altro lecito pensiero. Inoltre, deve essere consono al buon costume, alla morale e alla altrui sensibilita’.

 – E reato: Esprimere il proprio pensiero, con la voce, lo scritto e qualsiasi altro mezzo di diffusione, la censura, l’autorizzazione, il monopolio ed il manipolo, i propri incarichi sociali e professionali, per ledere gli ideali e qualsiasi altro diritto umano, di qualsiasi cittadino. Il tutto, ricordando che il reato alla Costituzione e’ penale a prescindere, dunque ben al di sopra delle parti che si incontrano in tribunale svolgendo una causa civile tra le parti. Questa e’ il paese dei poteri forti e molti di coloro che leggeranno questo scritto faranno un sorriso beffardo che conosco molto bene, ma queste persone hanno i giorni contati, perche’  la gente ormai e’ a conoscenza del fatto che il diritto di informazione e stampa appartiene a chiunque, ed oggi tutti posseggono strumenti di diffusione che sino a pochi decenni potevano essere armi in mano di poche persone privilegiate che avrebbero potuto fare dell’informazione uno strumento di propaganda a tutti gli effetti un arma di controllo mentale e sociale. Ormai coloro che credono che la tv e i tg siano sinonimo di verita’ sono pochi anziani e lo dimostra il fatto che il business gira sui vaccini e sui condizionatori, ma quando questi anziani non esisteranno piu’, i manipolatori dell’informazione smetteranno di lavorare. Da che esiste il mondo, pochi hanno comandato scrivendo la storia, ma poi sono sempre stati i popoli a deciderla veramente, spesso a discapito, anzi a decapito, di chi troppo vuole e nulla stringe.

 

 

Pubblicare e’ reato? … dipende!

Chiunque ha il diritto di effettuare riprese in luoghi pubblici, ma pochi hanno il diritto di pubblicarle. Il reato commesso, in genere si crede che sia legato alle autorizzazioni e la privacy, ed in parte e’ vero, ma sono diversi gli aspetti in cui la Legge viene violata, come ad esempio l’evasione fiscale. Cerchiamo di capire meglio…

Autorizzazione

Senza autorizzazione non si possono pubblicare immagini in cui vengono riprese persone in maniera specifica, senza incorrere in alcuni casi persino al reato penale. Esiste una differenza tra la ripresa e la pubblicazione  fatta in maniera panoramica, in cui i soggetti ripresi fanno parte della scena in maniera involontaria, con il riprendere e pubblicare persone in maniera chiara e diretta, poiche’ in quel caso senza autorizzazione documentata e documentabile, si commette reato. In breve, documentare fatti e persone in maniera specifica senza autorizzazione, e’ reato.

Elementi comprovanti per indagini delle Autorita’ Giudiziarie

Noi Fotoreporter, dopo aver aperto la posizione fiscale, la quale non soltanto ci rende contribuenti ma ci autorizza alla professione, dobbiamo immediatamente segnalare alla Questura di zona l’inizio della Attivita’. Questa prassi e’ dovuta dal fatto che eventuali riprese che possono essere di aiuto ad indagini, devono essere consegnate e non pubblicate senza autorizzazione delle Autorita’ Giudiziarie. In breve, documentare fatti di cronaca e pubblicarli senza autorizzazione, e’ reato penale. Per fare un esempio: Le riprese di una persona colta a commettere un furto dalle telecamere di sorveglianza, non sono materiale pubblicabile, ma materiale utile alle Autorita’ Giudiziarie. Tale materiale deve essere consegnato alle Autorita’ Giudiziarie e non puo’ essere pubblicato senza permesso delle stesse, altrimenti e’ reato penale, passibile in alcuni casi persino con l’arresto, poiche’ si potrebbe incorrere all’ostacolo delle indagini o persino al favoreggiamento, ed anche se cio’ avviene in maniera involontaria, la Legge non ammette ignoranza. Un altro aspetto, e’ la denuncia da parte dei diretti interessati, poiche’ poco importa se sono stati ripresi a commettere un reato, dato che esistono i presupposti legali, costoro possono agire legalmente, anche penalmente. Le Forze Dell’Ordine, i giornali e noi fotoreporter, non pubblichiamo mai materiale in cui i diretti responsabili vengono ripresi in maniera che i loro volti siano riconoscibili, questo perche’ vi sono delle norme legislative in merito.

Denunciare chi pubblica materiale senza autorizzazione

A causa delle continue pubblicazioni illegali da parte di chi si crede autorizzato grazie alle bufale sparse in rete, sono troppi i danni recati alla societa’ ed anche a gli addetti al lavoro, come giornalisti, fotoreporter e personale di Pubblica Sicurezza, ma sopratutto ai diretti interessati che vengono pubblicati, spesso con conseguenza rovinose, motivo per cui denunciare chi pubblica materiale in maniera illegale ed abusiva, diventa un dovere legittimo e morale affinche’ si cerchi di rimettere ordine.

Pubbliche manifestazioni

Chiunque puo’ riprendere manifestazioni pubbliche, ma nessuno, senza essere autorizzato puo’ pubblicare il materiale acquisito. Attenzione, con “Autorizzazione” non si intende soltanto  il permesso alla pubblicazione, ma si intende prima di tutto essere abilitati professionalmente.